Ciò che fa bene

Piccole strategie per bere di più

Alla domanda “beve abbastanza?”, molti miei pazienti rispondono che no, non bevono abbastanza. Vuoi perchè non si ricordano durante la giornata, vuoi perchè non sentono la sete o perchè non lo ritengono importante. Ed io li capisco perfettamente. Per anni ho proprio dimenticato di bere: bevevo giusto il tè del mattino a colazione e poi potevo andare avanti anche tutto il giorno senza bere, tranne forse un sorso ai pasti. Non sentivo lo stimolo della sete e non pensavo fosse un problema. Poi, in seguito ad alcuni piccoli problemi di salute, mi sono imposta di bere di più e ho scoperto delle cose.

Beh, prima ho dovuto provare diverse strategie che mi ricordassero di bere. Non tutte sono andate a buon fine ma, dato che ognuno di noi ha caratteristiche diverse, ognuno può trovare la più adatta a sé.

  1. Se il problema è che proprio non ci ricordiamo durante la giornata di bere, la tecnologia ci viene in aiuto con delle utilissime applicazioni per smartphone. Queste app hanno una duplice utilità: da una parte ci aiutano a monitorare il nostro consumo di acqua, proprio come un diario alimentare, così da renderci conto di quanto beviamo; e ci danno indicazioni durante la giornata su quanto e quando bere. Insomma, tramite notifiche e messaggi di incitamento, ci aiutano a mantenere il ritmo e a bere durante tutta la giornata.
  2. Molto simili alle app, sono in commercio delle bottiglie/borracce che ci ricordano di bere. Hanno sensori che rilevano l’acqua all’interno e tramite un suono o una luce indicano che è il momento di dare una sorsata.
  3. Se invece il problema è che “non ci piace l’acqua”……eh sì, succede anche questo…….allora possiamo mascherarla con un gusto diverso. Possiamo preparare al mattino una tisana, un tè, un infuso, al gusto che preferiamo, da consumare tiepida o fredda durante la giornata. Questa opzione va bene anche per chi ha qualche difficoltà ad ingerire acqua fredda: basterà infatti munirsi di un thermos che mantenga la temperatura come la preferiamo. Attenzione però! Preparare un tè o una tisana non significa aggiungere zucchero o miele, altrimenti aumenteremo il consumo di zuccheri durante tutta la giornata!
  4. Se il nostro problema è che ci demoralizziamo davanti ad una bottigliona da un litro e mezzo di acqua (e magari anche ad una bottiglietta da mezzo litro) e ci sembra una sfida impossibile poterla svuotare, allora possiamo provare a suddividerla. Questo per me è stato fondamentale. Il tutto sta nel trovare dei momenti durante la giornata, dei punti fermi in cui inserire un bicchiere d’acqua. Se beviamo un bicchiere colmo al mattino, appena svegli, altri due durante la mattinata e due nel pomeriggio, uno prima di pranzo e cena e un ultimo bicchiere prima di andare a dormire…….il gioco è fatto! Avremo bevuto 8 bicchieri di acqua e, senza accorgecene, avremo svuotato la malefica bottiglia da un litro e mezzo!

Cosa ho scoperto bevendo di più? Per prima cosa ho scoperto di avere sete. Quando siamo abituati per molto tempo a non bere abbastanza, siamo anche abituati a “silenziare” lo stimolo della sete, a non interessarcene insomma. Ma, appena iniziamo ad aumentare l’introito di liquidi, il corpo si scatena e ci fa sentire che ne aveva bisogno. Cominceremo così a sentirci assetati e a voler bere di più.

Poi scopriamo anche che il nostro organismo funziona meglio con l’acqua e ciò migliora la nostra digestione, l’evacuazione o rende meno secca la nostra pelle.

Insomma, in alcuni casi per vincere la stitichezza, il gonfiore addominale e anche migliorare la silhouette può essere sufficiente assumere la giusta quantità di liquidi.

Ciò che fa bene

Blu-Viola: per un pieno di vitamina C e antocianidine!

Prugne, fichi e uva rossa, ribes e frutti di bosco per la frutta; melanzane, radicchio, cavolo viola e cipolla di Tropea, ma anche le più esotiche patate e carote viola per la verdura.

Sono prima di tutto alimenti ricchi di vitamina C, utile al mantenimento delle funzioni del sistema immunitario e del tratto urinario. Il colore viola-blu è dato dalla presenta di antocianidine, sostanze antiossidanti che riducono il rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumore e migliorano la memoria.

Antocianidine e vitamina C svolgono inoltre un’azione di rafforzamento delle pareti dei capillari, aiutando quindi la circolazione periferica, e mantengono in salute ossa, cartilagini, pelle e denti.

Ricorda: frutta e verdura di stagione!

Ciò che fa bene

Verde: come la clorofilla!

Uva, kiwi, avocado e mela verde per la frutta; broccoli, carciofi, asparagi e sedano, cavolo verde e cavolini di Bruxelles, cetrioli, lattuga e rucola, spinaci, peperoni verdi e zucchine per la verdura.

La sostanza nutritiva principale di questa categoria di ortaggi è la clorofilla, ricca di antiossidanti, utile quindi nella riduzione del colesterolo e del rischio di tumore.

In particolare, frutta e verdura di colore verde chiaro hanno un alto contenuto di magnesio, elemento minerale fondamentale per la trasmissione degli impulsi nervosi e la regolazione della pressione sanguigna.

Gli alimenti di colre verde scuro, invece, hanno un alto contenuto di acido folico e folati, importanti per la protezione della vista, di ossa e denti e per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

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Ciò che fa bene

Bianco: sali minerali e fibre!

Pere, mele, pesche bianche e banane per la frutta; aglio, cipolle e scalogno, finocchi, porri e cavolfiori per la verdura.

Dato che il colore bianco attira meno la nostra attenzione, spesso le proprietà di questi alimenti sono sottovalutati. Ma non dimentichiamo che frutta e verdura bianchi sono ricchi di fibre, utili per la regolarità intestinale, e sali minerali, tra cui magnesio e potassio.

Nel colore bianco sono contenute anche due sostanze particolari: l’allicina, che ha effetti positivi sull’abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna, e la quercitina, un antiossidante e antinfiammatorio.

Queste sostanze aiutano quindi nella riduzione del rischio di tumori, in particolare quelli dello stomaco, e di malattie cardiovascolari.

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Giallo e arancione: una ricarica di vitamina A e C!

Albicocche e pesche, arance e mandarini, pompelmi e limoni, ma anche ananas, meloni e cachi per la frutta; carote, peperoni e zucca per la verdura.

Il colore arancione è dovuto alla presenza di betacarotene che, un volta entrato nel nostro organismo, viene trasformato in vitamina A.

Questa vitamina svolge la sua azione protettrice su pelle e occhi, ma è fondamentale anche per il buon funzionamento del sistema immunitario e per il corretto utilizzo del ferro.

Il colore giallo-arancione indica anche la presenza di vitamina C, che aiuta a ridurre il rischio di tumori e di patologie cardiovascolari.

Ricorda: frutta e verdura di stagione!

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Rosso: un pieno di antiossidanti!

Fragole, ciliegie, ribes, lamponi, arance rosse, pompelmi rosa e melograni per la frutta; pomodori, peperoni e peperoncini, barbabietole, rapanelli, radicchio rosso e cipolla rossa per la verdura.

Contengono sostanze colorate – antocianine e licopene – che colorano fiori o frutti. In natura questa colorazione ha una funzione specifica: blocca i raggi UV del sole, impedendo che provochino danni alle cellule sottostanti (un po’ quello che fa la melanina nelle cellule della nostra pelle). Durante l’evoluzione però, i colori si sono resi fondamentali anche per attirare gli insetti, tanto importanti per la propagazione dei pollini e quindi la riproduzione delle piante.

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I semi di lino

I semi di lino, che tornano oggi sempre più spesso sulle nostre tavole, sono in realtà molto antichi. Questi semi derivano da una pianta erbacea, Linum usitatissimum, che è stata una delle prime ad essere coltivata nell’antichità.

Fino a non molto tempo fa, la pianta del lino veniva coltivata non solo a scopo alimentare, ma soprattutto per l’utilizzo delle sue fibre nella produzione di tessuti e carta.

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Semi di chia

Semi di chia: tra tutti i semi forse sono quelli che ci appaiono più “esotici”, ma che vale davvero la pena di conoscere.

I semi di chia provengono dal centro e sud America, dove sono utilizzati da millenni, ma sono arrivati sulle nostre tavole solo in tempi recenti. Si possono annoverare tra i cosiddetti alimenti funzionali o superfood, cibi con un alto contenuto di sostanze importanti per la salute: d’altronde, nella lingua degli aztechi, il termine “chia” vuol dire “forza”.

Ma quali sono le proprietà e i benefici apportati dalla chia.

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Attività fisica e dieta

  • Quanto è importante l’attività fisica abbinata alla dieta? Nell’impostazione di un percorso che porti alla perdita di peso, non sempre basta la sola pianificazione alimentare. Con la dieta infatti è possibile, nella maggior parte dei casi, iniziare ad intaccare i chili in eccesso, ma spesso non basta. Di solito, quello a cui si va incontro è una iniziale perdita, che rallenta fino ad esaurirsi.
  • E’ importante ricordare che è proprio la parte attiva del nostro corpo (i muscoli, per intenderci) a bruciare energia, ad utilizzare le calorie del cibo e del grasso in eccesso. E questa “massa magra” va nutrita: con la giusta quantità e qualità di nutrienti, ma anche con il movimento.
  • Quale attività scegliere? La scelta è ampia, ma non così semplice: dipende dal fisico, dall’esperienza, dall’età………….. e più si è inesperti, più è il caso di evitare il “fai da te”. Come per un piano alimentare mirato bisogna affidarsi solo a professionisti, così anche per l’attività fisica: meglio chiedere consiglio e affidarsi ad un esperto!


Ciò che fa bene

Variare!

Regole base per una corretta alimentazione.
Variare, variare, variare: non si può mangiare sempre le stesse cose!
Questa per me è la regola d’oro. Purtroppo, per mancanza di tempo o per pigrizia, tutti (io per prima) tendiamo a preparare a rotazione sempre gli stessi piatti.
Questo ci porta in genere a due situazioni tipiche: abusare di cibi “facili”, di solito industriali, pre-cotti, pre-lavati, pre-tagliati; abusare di cibi salutari, ma sempre uguali (la stessa insalata tutti i giorni……). La scelta alimentare non è mai stata così varia come lo è oggi (e nella nostra parte di mondo) ma, paradossalmente, l’abitudine al cibo industriale, con i suoi sapori decisi e la facilità di utilizzo, appiattisce le nostre tavole.
Per mangiare meglio, sarebbe quindi importante ritrovare la voglia di assaggiare nuovi cibi (nuovi per noi, almeno), cibi “veri”, per scoprirne il sapore e le proprietà.
Inoltre, se è vero che è la dose a fare il veleno…..allora variare la nostra alimentazione serve non solo a provare nuovi sapori e ad arricchire le nostre tavole, ma anche a ridurre i rischi legati ad eventuali sostanze dannose.