Ciò che fa bene

L’olio di oliva – questo sconosciuto (parte I)

Parto da un aneddoto personale, per parlare di olio di oliva.

Quest’estate ho passato le vacanze al mare, in un campeggio italiano con alta percentuale di stranieri, in particolare tedeschi e nord-europei. Essendo stati graziati dal tempo, sia a pranzo che a cena apparecchiavamo fuori, nella verandina della casetta in cui alloggiavamo.

Un giorno, dopo pranzo, ci si presenta un ragazzone tedesco, che vuole informazioni circa il nostro alloggio. Mentre mio marito cercava le informazioni che servivano, il ragazzo mi chiede: “Ma qui in Italia, l’olio è buono?”. Presa in contropiede da una domanda che non mi aspettavo, gli chiedo il perchè, e lui mi spiega che da loro in Germania una bottiglina di olio di oliva costa tantissimo, mentre qui in Italia spende decisamente meno per un litro intero.

La sua conclusione è stata che abbiamo un olio scadente. Mi metto a ridere e gli rispondo: “Ma voi non avete le olive!!!”.

Tornata a casa, cerco di capire le differenze tra il nostro e il loro uso dell’olio. Detto così, sembra noioso, ma c’è sempre da imparare!

L’Italia è il secondo produttore comunitario di olio di oliva (il primo è la Spagna), ma ne è anche il primo esportatore e il primo consumatore (stime del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI): http://www.internationaloliveoil.org). Questi dati ci dicono due cose: 1- dal punto di vista dei prezzi, è ovvio che l’olio costi di più in Germania, essendo un prodotto esclusivamente di importazione, e ancor più se di qualità; 2- dal punto di vista dell’uso, per noi Italiani l’olio di oliva è scontato, lo usiamo da sempre e sappiamo che fa bene, ma non è lo stesso in molti altri paesi Europei.

Scopro così che l’alimentazione del consumatore tedesco si basa storicamente sull’uso di grassi diversi (burro e margarina), mentre l’olio d’oliva rimane confinato ad un commercio marginale. Viene infatti suggerito sempre più di frequente dai medici per contrastare il colesterolo alto e dai cuochi di successo (www.teatronaturale.it). E se in Germania l’olio d’oliva è una “medicina”, in Danimarca nel 2011 era invece messo sullo stesso piano di altri grassi e colpito della “Fat Tax”, che imponeva una tassa del 7% circa sui prodotti grassi, per combattere l’obesità (tassa in realtà poi abolita nel giro di pochi anni).

Insomma, sembra esserci una gran confusione sull’olio di oliva, anche nelle linee guide nutrizionali dei diversi stati: è da usare quando possibile e non ridurre mai (Grecia), è da utilizzare con attenzione in quanto composto al 100% da grassi (Francia), ha un sapore troppo forte di oliva (Danimarca), è alla stregua dell’olio di colza (che anzi va preferito, Finlandia)………e via dicendo (Finardi et al., Agriregionieuropa 2011).

Nella seconda parte, vi parlerò invece dell’uso dell’olio di oliva in Italia e delle sue proprietà.