Mente

Chi ha paura della dieta? (Parte seconda)

L’ultima volta ho scritto di come ormai il termine “dieta” sia diventato sinonimo di sacrificio e non ci faccia abbracciare in modo efficace un “sano percorso nutrizionale”.
Ma trovo che uno dei termini che meglio spiega il fallimento di una dieta sia: “perdere peso”. Provate a pensarci, quando perdiamo qualcosa che ci appartiene (chiavi di casa, ombrello, portafogli……) facciamo di tutto per riaverlo. Sembrerà sciocco, ma a volte la nostra testa ci induce in comportamenti utili a ritrovarli quei chili “persi”. A volte sono uno scudo, ci permettono di non esporci (se perdessi quei chili, potrei permettermi di indossare quel vestito), a volte assecondano la nostra pigrizia o paura del nuovo (se perdessi quei chili, potrei iscrivermi in palestra).
In ogni caso, la perdita di una parte di noi e delle abitudini ad essa collegate spesso ci porta a tornare alle vecchie abitudini alimentari e al recupero (almeno in parte) del peso perso.
Bisognerebbe allora, di nuovo, cambiare i termini e ribaltare il concetto: la bontà di un percorso alimentare non si deve valutare solo dal numero di chili persi, semmai dall’energia che ci ha dato e dalle buone abitudini alimentari acquisite.
Se poi il nostro corpo per stare bene ha bisogno di pesare meno…….ecco che allora il percorso ci porterà anche dei benefici sulla bilancia!